lunedì 20 luglio 2009

domenica 28 giugno 2009

domenica 14 giugno 2009

domenica 24 maggio 2009

martedì 12 maggio 2009

martedì 5 maggio 2009

PRESENTAZIONE INTERMEDIA

IL PROGRAMMA





IL CONTESTO






L'AMBIENTE



IL TUTTO





domenica 26 aprile 2009

sabato 25 aprile 2009

ADESSO_PEDALA!!!




Sono opere di Mona Caron, che ho preso come esempio per poter esprimere al meglio la mia visione di come la natura e gli spazi pubblici dovrebbero essere vissuti in un contesto urbano.
sarà un'utopia?
per saperne di più su Mona Caron visitate il suo sito:
http://www.monacaron.com/

lunedì 20 aprile 2009

Progetto_compagno_di_strada

Il verde sopra New York
Passeggiare tra gli alberi ad alta quota. Un parco pensile tra i grattacieli di Manhattan


Dopo il tetto giardino, celebre invenzione lecorbusieriana troppo poco praticata dalle metropoli contemporanee, è in arrivo la strada giardino: ovvero l’highline in forma di parco. L’idea, pensata per Manhattan in collaborazione con il collettivo Field Operations, è degli architetti americani Diller Scofidio + Renfro e mette insieme, lungo un miglio e mezzo di binari ferroviari dismessi, spirito ecologista e riuso delle infrastrutture urbane. L’ispirazione ha un che di piranesiano. Sarà per il fascino che la natura esercita quando reclama il proprio spazio a dispetto del costruito. Soprattutto se in stato di abbandono.

Sotto regna la frenesia e il clamore della città. Sopra la serenità e la calma della natura

Il parco, in corso di realizzazione, invaderà come un’erba infestante benefica il tratto di strada ferrata sopraelevata che si estende dal Meatpacking District fino all’Hudson Rail Yards. Con un’attenzione particolare per la biodiversità che negli anni ha popolato questo tratto di città pensile. L’operazione ha un nome preciso: agri-tettura e coniuga attraverso combinazioni variabili i termini agricoltura e architettura. Ad alternarsi, sconfinando le une nelle altre, saranno essenze vegetali e superfici pavimentate attrezzate. Queste ultime, appositamente progettate attraverso moduli longitudinali assemblabili in calcestruzzo, sono state disegnate in modo da poter ospitare liberamente infiltrazioni e contaminazioni. Tutto nel rispetto della casualità e della spontaneità. Ipotizzando un sistema urbano parallelo che tenga insieme, in un’unica striscia di paesaggio, il fascino della natura non addomesticata, la piacevolezza del giardino coltivato, l’intimità dello spazio privato e la socialità del luogo pubblico.

riferimento pagina web: http://atcasa.corriere.it/Tendenze/Architettura/2009/02/06/parco_nyc.shtml
Link correlati:
www.dillerscofidio.com
www.fieldoperations.net

venerdì 17 aprile 2009

Contesto_ambientale:



connessioni aree verdi e viali alberati limitrofi




venerdì 27 marzo 2009

TUSKATE: "Umanizzazione" dello spazio urbano


URBAN_VOIDS_3
Il programma progettuale si articola in:
- Living 5% (posti letto per custodi, e per gli ospiti che parteciperanno ai raduni e alle manifestazioni periodiche)
- Infrastructuring 45 % (poenziamento dei viali alberati con percorsi cilopedonali, creazione di parcheggi sotterranei)
- Creating 10 % (Skate park, palestre dove svolgere allenamenti e corsi per praticare lo sport urbano)
- Exchange 10 % (una community dove condividere idee e opinioni degli skaters , pub, caffetteria, negozi per accessori ed abbigliamento degli sports urbani)
- Rebuilding nature 30% (valorizzazione delle alberature presenti e creazione di corridoi ecologici)

URBAN_VOIDS_3




URBAN_VOIDS_3 Piazza Santa Maria Ausiliatrice.
Area di forma triangolare stretta ed allungata, in cui su due lati è delimitata da alti edifici con al piano terra attività commerciali mentre sull’altro lato è tangente alla Tuscolana; nelle vicinanze troviamo diverse scuole, la parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice con l’annesso oratorio e altri istituti religiosi.
Le condizioni attuali della piazza sono di un vasto spazio pavimentato delimito da grandi platani, poche panche ai margini, ed un piccolo chiosco con tavolo e sedie perlopiù vissuto dagli anziani della zona.
Si potrebbe potenziare lo spazio pubblico attraverso la costruzione di strutture poco invasive ma con lo scopo di creare spazi per il tempo libero, la socializzazione e la pratica degli sport urbani.

sabato 21 marzo 2009

mercoledì 18 marzo 2009

Pattinaggio aggressive


Il Pattinaggio Aggressive, noto anche come pattinaggio street, è una disciplina del pattinaggio in line (rollerblading) che nasce nei primi anni 90 negli USA e si sviluppa in Italia e in tutta Europa a partire dalla fine del 1993. È una disciplina non riconosciuta dalla Fihp (Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio) pur contando un numero di praticanti a volte superiore di altre discipline dentro al Fihp.
Le specialità dell'Aggressive
Il pattinaggio aggressive comprende le specialità di street, skatepark, halfpipe e minipipe. Lo street si pratica nelle strade e comunque in tutti gli spazi urbani utilizzande le architettura che la città offre come corrimani, muretti, panchine, tubi vari...
Lo skatepark, come da nome, si pratica negli skateparks, aree apposite costruite per riprodurre al meglio gli ostacoli dello street. Lo skatepark è formato da rampe (funbox, quarters, spine...).

Lo Skateboarding


Skateboarding
Lo skateboarding è uno dei pochi sport che, specie negli Stati Uniti e in Canada e in misura molto minore nel resto del mondo, è diventato anche uno stile di vita giovanile, oltre che un mezzo di trasporto. In Svizzera, ad esempio, numerosi studenti lo utilizzano grazie ai numerosi e ben curati marciapiedi ciclabili, per recarsi a scuola.
In Italia tale sport arriva nel 1977, dopo un servizio televisivo del programma Odeon, rubrica di spettacolo e curiosità dal mondo, diffondendosi dapprima nelle grandi città del centro-nord, più reattive rispetto al fenomeno sportivo-culturale, successivamente in tutto il territorio nazionale. L'inverno del 1977 registra un autentico boom di vendite, strade e marciapiedi sono invasi da giovanissimi entusiasti, ma al successo del monopattino si accompagnano numerosissimi incidenti. Per la forte pericolosità dovuta alle numerose strade in discesa, Genova è la prima città a vietare la circolazione dello skateboard, divieto esteso all'inizio del 1978 in tutto il territorio nazionale, con grande disappunto dei ragazzi e buona pace dei vigili urbani. Lentamente, però, tale sport riacquista visibilità e rispetto, fino ad essere riconosciuto dal CONI. Per quanto riguarda lo slalom skateboarding che come anticipatoè inserito nella specialità di velocità, esiste un associazione internazionale "International Slalom Skateboarding Association" ISSA (http://www.slalomskateboarder.com/) che gestisce le gare internazionali attrinuendo i punteggi che danno origine al World Ranking dove si possono trovare tutti gli atleti con i loro piazzamenti.
Attualmente nel nostro paese questo genere di attività è molto diffusa tra i più giovani ed è normalmente praticato per strada (street-skating) o in apposite aree predisposte chiamate skatepark o nei parchi pubblici.
La disciplina dello street-skating, lo skateboarding praticato per strada, non può prescindere dall'utilizzo di elementi di arredamento urbano, quali marciapiedini, scalinate, scorrimano. D'altra parte l'uso di queste strutture da parte degli sportivi può creare problemi di sicurezza e incolumità dei passanti, e degradazione delle strutture stesse.
La frase Skateboarding is not a crime, famosa tra gli skateboarders, rivendica proprio la legittimità dell'utilizzo dello skateboard in strada. Difatti, nonostante l'esistenza di skate-park attrezzati con corrimano, scalinate e altri elementi architettonici riproducenti l'arredo urbano, liberamente utilizzabili per lo sport, i praticanti puristi considerano l'utilizzo della strada l'unica opzione rispettabile per praticare lo street-skating. In aggiunta a ciò in molte località le strutture dedicate sono pochissime, in special modo in Italia (a differenza per esempio delle strutture dedicate al calcio). E spesso le strutture esistenti sono fatiscenti e pericolose. La conseguenza di questo stato di cose è che gli skaters girano per le strade in cerca di strutture per eseguire trick (evoluzioni) e sono spesso allontanati dalle forze dell'ordine, ma anche da guardie giurate e persino da privati cittadini, anche perché nella ricerca di spot capita che gli skaters invadano proprietà private, spesso neanche rendendosene conto.
Tra gli appassionati italiani è forte la rivendicazione di idonei luoghi di allenamento e manifestazione (skatepark) che non siano rari o obsoleti, spesso in polemica con la disponibilità di strutture che hanno altri sportivi, in particolari gli amanti del calcio.
Abbigliamento
A partire dalla fine degli anni '80 fino ad oggi, lo stile skater è divenuto anche un tipo d'abbigliamento, mutato nel corso del tempo. In origine gli indumenti da skate erano stretti, pantaloni attillati, e portati a vita alta con una cintura, maglie di flanella o felpe col cappuccio (dette "hoodies"), scarpe del tipo "slip ons" o "hi top", solitamente della Vans, come i modelli checkerboard o SK8 Hi, ma anche le popolari Converse all star hi top.
Negli anni '90 e prima metà dei 2000, prevedeva di solito, scarpe da ginnastica molto alte con tomaia rinforzata nella punta, ovvero nei punti di maggior sfregamento con il grip (il lato superiore della tavola composto da un foglio di carta vetrata apposita che garantisce l'aderenza con la suola della scarpa) durante l'attività sportiva, colorate e larghe, pantaloni di grandi taglie, portati a cavallo basso (sagging) maglietta anch'essa extra large e vari accessori. Dopo un periodo di grande diffusione, questo modo di vestire è tornato di gran moda tra i giovani europei (anche italiani) nei primi anni del XXI secolo. Verso la seconda metà degli anni 2000, lo stile d'abbigliamento skater ha cominciato a riavvicinarsi a quello degli anni 80, dove lo stretto ha ripreso il posto del largo, con indumenti vintage e old school. Emblema di questo mutamento è stata la cosiddetta ondata punk revival, che include nel vestiario tipico, i caratteristici indumenti dello skate old school. Probabilmente anche la popolarità dell'punk ha quindi influenzato le tendenze generali riportando in auge proprio diversi elementi derivanti da questo stile.
Gli skater sono soliti allenarsi negli skate park, ovvero luoghi muniti di half-pipe, corrimani, e altri tipi di rampe. Queste strutture sono necessarie per effettuare svariati trick. Spesso gli skater si ritrovano in questi park o davanti agli skateshop, i negozi del settore.

Il Parkour


Cos'è il parkour
Il Parkour è l'arte di sapersi spostare.Il principale obiettivo di questa disiplina è quello di raggiungere la padronanza del corpo e della mente per superare gli ostacoli che ci circondano tracciando un percorso che vada da un punto A ad un punto B nella maniera più fluida possibile. Molto spesso all'interno dei percorsi vengono inseriti elementi di Freerunning, ovvero viene espressa una parte più creativa che efficiente. Noi di parkour.it siamo molto moderati a riguardo anche se ci sono correnti di pensiero molto più puriste che tendono a differenziare in maniera molto più netta le due discipline. L'importante è comprendere che parkour non è una gara a chi fa il salto più alto o più bello,il parkour è un PERCORSO, senza alcuna forma di competizione fra i praticanti. La competizione è con te stesso per cercare di innalzare il tuo limite dopo aver preso coscienza delle tue possibilità. I praticanti del parkour, chiamati "traceurs" ovvero "creatori di percorsi", aspirano a superare in modo creativo, fluido, atletico ed esteticamente valido le barriere naturali o artificiali che si trovano sulla loro strada. Per riuscirci utilizzano corse, salti, volteggi, cadute e arrampicate.Ma il parkour non è solamente un puro esercizio fisico, perché il confronto con gli ostacoli materiali spinge il traceur alla scoperta dei suoi limiti e quindi del suo essere all'interno dell'ambiente che lo circonda. Affrontando la paura spesso ci si accorge che le nostre potenzialità vanno oltre i confini che diamo per scontati.Per questo il parkour è sia uno sport che una filosofia di vita quotidiana.Il padre riconosciuto di questa disciplina è il francese David Belle che verso la fine degli anni '80 iniziò a praticare in un ambiente urbano (precisamente a Lisse, un sobborgo di Parigi) le tecniche apprese giocando da bambino nei boschi della campagna francese.Da allora questo sport ha fatto proseliti nel mondo, soprattutto in Francia e Inghilterra.Parkour.it nasce per essere il portale italiano di riferimento per questo sport.

martedì 17 marzo 2009

CONCEPT AREA_14 the sheep

URBAN VOIDS 14 L'area è occupata da un mercato, utilizzato soprattutto nelle ore mattutine; durante il pomeriggio e la sera la zona risulta molto tranquilla. L’area è posta in una zona strategica, tra due fermate metro (Colli Albani e Arco di Travertino) frequentata da numerosissime persone essendo limitrofo a servizi di interesse collettivo (scuole, chiesa). In base all’analisi della zona l’area secondo me ha una duplice vocazione: una giornaliera (mercato) e l’altra pomeridiana_notturna (luogo per l’incontro e la pratica di chi esercita gli sport urbani).

Il programma progettuale si articola in:
- Living 10% (zone dedicate a residenze per coloro che svolgono le attività commerciali, e per gli ospiti che parteciperanno ai raduni e alle manifestazioni periodiche)
- Infrastructuring 10 % (creazione di un parcheggio sotterraneo)
- Creating 30 % (Skate park in copertura, palestre dove svolgere allenamenti e corsi per praticare lo sport urbano)
- Exchange 30 % (mercato aperto la mattina, una community dove condividere idee, opinioni e il meglio delle produzioni multimediali di tutte le crew, pub, caffetteria, internet point, negozi per accessori ed abbigliamento per lo sport urbano)
- Rebuilding nature 20% (zona dedicata a giardini, acqua per il refrigero in estate e pista di ghiaccio per il pattinaggio)

domenica 15 marzo 2009

SINTESI


L’idea di progetto prevede la riqualificazione di spazi aperti e la realizzazione di impianti per il tempo libero, la cultura e lo sport. Il progetto prefigura la riqualificazione urbana di tre aree appartenenti al IX Municipio di Roma, zona Arco di Travertino, attraverso la sostenibilità delle trasformazioni: l’innovazione, la tecnologia e la rigenerazione del territorio. Le residenze si integrano con nuovi servizi e nuove attrezzature, e con attività diverse: lavoro, tempo libero, sport e cultura. Il progetto scommette sulla capacità dei nuovi attrattori (il foro della cultura, polo commerciale, il polo sportivo) di generare nuovi flussi urbani verso il quartiere posto al centro di un più vasto processo di trasformazione urbana. Gli obiettivi del progetto sono sintetizzati nel motto: connettere, attrarre, attivare. Connettere alla città attraverso il sistema della mobilità potenziando l’accessibilità e privilegiando la mobilità “dolce”, ciclabile e pedonale. Attrarre verso il quartiere. La riqualificazione si attua attraverso tre nuovi attrattori: il foro della cultura (cineteatro, biblioteca, mediateca), il polo commerciale nuovo (nuovo mercato, esercizi commerciali diurni e notturni), il polo sportivo ed attrezzature per lo svago (potenziando i campi da calcetto, campi da volley e da basket già esistenti , palestra, ludoteca, verde attrezzato) e nuovi sistemi per lo sport urbano (skateboard, rollerblade, pareti per le arrampicate). Attivare la riqualificazione degli edifici esistenti, l’integrazione tra verde – servizi, la realizzazione di attrezzature di quartiere.